La sfida di un momento difficile

politica,primarie,rottamazione,nicoletta zulianiIl lavoro per le primarie del centrosinistra del 25 novembre si sta intensificando in un quadro politico in continuo disfacimento

E’ davvero difficile avere la forza di continuare ad immettere in questo “mondo politico” ossigeno e buone pratiche. C’è il rischio che il debole rapporto che lega elettore ed eletto scompaia totalmente, e i politici onesti e sinceri vengano assimilati ai disonesti e ai ladri…

Dall’altra parte, però, ci sono forti segni di “voglia di partecipazione“: il Movimento di Grillo, dagli ultimi sondaggi, pare sia al 21%, il PdL, in corso di dissolvimento, raggiunge appena il 16% e l’interesse per le primarie del centrosinistra cresce.

D’Alema, con riserve e promesse guerrafondaie, Veltroni e Castagnetti pare non si ricandideranno alle prossime politiche. 
Altri pare che li seguiranno. Gridano alla “rottamazione” anche nel PdL.
Il nuovo trend mi da ragione: Renzi, che lo si voglia ammettere o no, ha dato una spinta decisiva verso il rinnovamento dei quadri politici.

Ma io non ho mai pensato che il vecchio sia sinonimo di rottame, anzi! L’autorevolezza, l’esperienza consolidata, il vissuto e la “insight“, come dicono gli anglosassoni, ovvero la capacità di “vedere dentro le cose”, il più delle volte è appannaggio degli anziani di un gruppo. Lo è sempre stato. Ne ho sempre beneficiato.

Ma esistono vari ruoli: ad esempio chi corre per le elezioni DEVE avere capacità di dialogo con la base, modalità innovative e sensibilità finemente reattiva alle sollecitazioni del QUI e ORA che un territorio esprime, coniugate con una VISIONE CHIARA di dove si vuole arrivare.

Il candidato, però,  non può essere un “solista“: alle spalle DEVE avere un gruppo, un partito, un movimento che sostiene il suo lavoro, lo sostanzia di esperienza condivisa e lo corrobora di competenze

Ripeto, ci sono diversi ruoli nel mondo politico e il team di un partito serve a dare continuità al di là delle singole figure. Il partito è come il COGNOME di una famiglia con al suo interno tanti membri con nomi diversi. E il “cognome” esprime l’appartenenza ad un PROGETTO CONDIVISO.

Ed io vivo le primarie del centrosinistra proprio come il concorso di membri che, esponendosi pubblicamente con IDEE, PRIORITA’, e nuovi MODI DI PROPORSI celebrano il momento della SCELTA nelle primarie come le PROVE GENERALI delle elezioni politiche, per dare al paese una chance in più per vincerle, ma soprattutto per coinvolgere i cittadini in un processo decisionale che li vede FINALMENTE PROTAGONISTI !!
 
Sono convinta che non saranno i politici a salvare questo naufrago chiamato “politica”: sarà la partecipazione dei cittadini, sarà la cittadinanza attiva e reattiva che avrà come effetto collaterale politici nuovipolitici onestitrasparenticompetentimai solisti, bensì parte ed espressione di un corpo sociale
 
La sfida di un momento difficileultima modifica: 2012-10-20T07:48:00+02:00da nicoletta.z
Reposta per primo quest’articolo

3 pensieri su “La sfida di un momento difficile

  1. Solo una breve riflessione. Dopo tutto lo schifo che abbiamo visto PD, PDL, LEGA, etc etc…. credo che la voglia di cambiamento sia legittima! Nn mi capacito anzi ti dirò di più mi indigno nel vedere quanta foga, rabbia e caparbietà mettono i “vecchi” politici nel voler rimanere a TUTTI I COSTI con il sedere sulle comode poltrone! Hanno sempre gridato ” si al cambiamento, sì all’innovazione ” ed ora che si presenta un nuovo candidato ,RENZI per l’appunto, stanno dando il peggio di loro!!! Qui lo scrivo…. Se RENZI passa alle primarie il PD avrà il mio, anzi i nostri voti alle politiche, se Lui nn passa e a governarci sarà di nuovo qualche obsoleto ed incapace vecchio politico, la mia/ nostra scelta si direzionerà altrove! se la vecchia guardia nn ha ancora afferrato il concetto che nn sono più graditi … Allora la situazione è grave!!!!!

  2. Nicoletta, condivido al 100%.
    Siamo in prossimità di elezioni ed in questo frangente non capisco chi perde il senso di critica e di ironia e diventa tifoso da far schifo danneggiando in questo modo ciò che tu chiami “cognome” di una famiglia di cui non bisognerebbe mai perdere il senso di appartenenza per aiutarla a perpetrarsi rinnovandosi per il bene di tutta la comunità e per un mondo migliore per i nostri figli.

Lascia un commento